Qual è la religione predominante in Giappone?
Rispondere a questa domanda non è così facile come si aspetterebbe.
Il popolo giapponese infatti da una parte vive la propria religiosità quasi in forma privata e dall’altra può condividere e far convivere anche diversi culti religiosi insieme provocando qualche confusione ai fini statistici.
Ad ogni modo i credi religiosi maggiormente diffusi in Giappone sono lo Shintoismo e il Buddhismo, con le altre forme religiose che si attestano sotto il 10% circa della popolazione.

Shintoismo

La religione in Giappone più antica è lo Shintoismo che dovrebbe risalire verso la fine del periodo Jomon (3000-2000 a.C.).
Shintoismo vuol dire “Via degli dei” ed è una religione politeista e animista che non contempla testi sacri ma viene tramandata oralmente dai “preti” shinto detti kannushi o shinshoku.
I kannushi possono essere sia uomini che donne, possono sposarsi ed avere figli e solitamente sono responsabili di un santuario e del culto dei kami, che tra poco approfondiremo.
Lo shintoismo non considera il mondo fisico (kenkai) e il mondo soprannaturale invisibile (yukai) come universi divisi bensì che coesistono e interagiscono tra loro e facenti parte di un’unica creazione.

Shintoismo di Stato

Durante il periodo Meiji lo shintoismo divenne la religione di Stato, fu separata dal buddhismo e venne attuata una campagna per promuovere l’identità nazionale con l’imperatore che veniva considerato discendente delle dea Amaterasu.
Con la sconfitta del Giappone nella seconda guerra mondiale terminò lo shintoismo di Stato con l’imperatore che rinunciò pubblicamente al suo stato di divinità terrestre e rinnegò la discendenza divina della famiglia imperiale ad opera della dea Amaterasu.

Che cosa sono i Kami

I kami (dei o spiriti) sono alla base del culto e della venerazione shintoista.
A volte c’è una sorta di confusione nell’espressione kami che vengono paragonati alle divinità occidentali e questo errore è da ricercare nella traduzione della parola stessa.
In chiaro: per kami la religione shintoista intende tutti quegli elementi degni di venerazione, siano essi dei (anche non di origine giapponese), spiriti dei defunti, elementi e forze della natura, antenati, oggetti di una certa rilevanza e che possano incarnare il valore del kami.
I kami sono vicini agli esseri umani potendone influenzare gli eventi e rispondono alle preghiere, possono essere buoni ma anche malvagi e non sono onnipotenti o considerati entità perfette.

Esempi di kami

In Giappone esistono oltre otto milioni di kami ma il numero può essere di gran lunga superiore considerando che qualunque cosa possieda le qualità e le virtù per essere un kami viene considerato come tale.
Ad ogni modo ce ne sono alcuni universalmente riconosciuti e rilevanti tra i quali:

  • Amaterasu
    È la dea del sole, sicuramente il kami più conosciuto e presunta antenata della famiglia imperiale.
  • Izanagi e Izanami
    Il primo uomo e la prima donna, divinità della creazione.
  • Fujin
    È il dio del vento e uno dei più antichi.
  • Hachiman
    È il dio del tiro dell’arco e della guerra.
  • Tenjin
    È il kami legato all’educazione a cui ci si rivolge per il successo negli studi.
  • Inari
    La divinità dell’agricoltura, della fertilità, dei raccolti.
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La dea Amaterasu – immagine tratta da flickr

I santuari shinto

I santuari shintoisti detti Jinja (luogo degli dei) sono i luoghi dove sono custoditi i kami. Solitamente è presente un edificio sacro (honden) che ospita il kami e rappresenta il cuore del santuario.
Questi possono essere di varia grandezza: grandi, estremamente contenuti o addirittura portatili e inoltre possono essere organizzati in una rete di santuari.
Un altro elemento di grandissima importanza nella struttura del santuario è il Torii che rappresenta il portale di ingresso delimitando la zona sacra da quella non sacra.
Dopo aver superato il Torii e prima di accedere al cuore del tempio ci sono dei rituali di purificazione da eseguire.
Solitamente i torii sono rossi e costruiti con il legno ed hanno una forma inconfondibile.

Tra i santuari più importanti del Giappone ci sono i complessi di Ise (dedicato alla dea Amaterasu), il santuario Izumo Taisha (probabilmente il più antico del Giappone e dedicato alle divinità Okuninushi e al collettivo Kotoamatsukami) e il complesso di Fushimi Inari Taisha.

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Torii – immagine tratta da flickr

Buddhismo

Il Buddhismo è una religione politeista di origine indiana basata sugli insegnamenti e le filosofie del Buddha che punta a superare le sofferenze attraverso un percorso di liberazione e trascendenza.
Il Buddhismo in Giappone arrivò grazie ai monaci buddisti provenienti dalla Cina e dalla Corea circa nel VI secolo d.C.
La sua dottrina andava bene a intrecciarsi con l’altra religione già presente nel territorio, lo Shintoismo.
Inoltre venendo adottato da alcuni grandi clan e successivamente ottenendo il sostegno del governo questo credo si iniziò a diffondere con una certa efficacia fino a integrarsi nel territorio così bene da trovare culti shintoisti e buddisti uno di fianco l’altro.



Le scuole buddiste

Esistono molteplici scuole o sette buddiste sparse per il Giappone e ognuna di queste può dividersi in altre scuole.
Tra le tante ad esempio ci sono: la scuola Tendai, la Joudo, la Nichiren, la scuola Zen, la Joudo Shinshu e la Shingon.
In occidente si sono diffuse in particolare la Scuola Zen e la scuola Nichiren.

Templi buddisti

I primi templi buddisti erano ispirati all’architettura cinese e coreana, per poi nel tempo raggiungere un’identità maggiormente nazionale.
Le strutture sono quasi sempre in legno con il tetto che è l’elemento predominante.
Gli interni sono molto ampi e modificabili tramite pareti mobili.
Alcuni presentano una pagoda.
Per entrare nel tempio si passa per i Mon, (porte a colonna) e all’interno del tempio vengono conservati degli oggetti sacri.
Tra i templi più famosi del Giappone ci sono quelli di: Todaiji (di grandi dimensioni situato Nara), Sensoji (a Asakusa), Yakushi Ji (a Nara, facente parte della setta buddista Hosso, la più antica del Giappone) e Daigo Ji a Kyoto.

tempio todaiji
Tempio di todaiji – Immagine tratta da wikipedia, credit di yuichiro anazawa

Shinbutsu shūgō

Lo Shinbutsu shugo (kami e buddha) è il sincretismo tra shintoismo e buddhismo.
Il buddhismo arrivò in Giappone dopo lo shintoismo e una volta introdotto dalla Cina venne cercato un modo per far coesistere le due religioni.
Col tempo si legarono a tal punto da aver dei punti di fusione, tuttavia in seguito alla restaurazione Meiji i due culti vennero divisi ma ancora oggi per alcuni aspetti sono complementari.

Minoranze religiose in Giappone

Oltre alle due grandi religioni menzionate in precedenza in Giappone sono presenti in numero fortemente minore, quasi irrisorio, altri culti tra cui: il Cristianesimo, L’ebraismo, l’Induismo e l’Islam.

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Author Redazione

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